La dura polemica contro la pratica devozionale mariana del rosario, porta con sé l’accusa, esplicitata nel prologo, di «difendere la buggia palese» e di voler «sepelire la verità, Cristo et l’Evangelio». Sembra di intuire che i destinatari dell’opera siano gli appartenenti all’ordine (o come sostiene il Vergerio, al "disordine") domenicano che rivestono gli incarichi tra i più importanti della curia romana, o siedono sulle cattedre episcopali più influenti della Penisola. Il rosario tuttavia non è il centro della controversia che oppone il Vergerio ai padri domenicani: il prelato è infatti consapevole della coesistenza, nella pedagogia cristiana, dell''approccio "devoto" all’insegnamento evangelico, non lontano dall’esperienza degli apostoli negli scritti neotestamentari. Il Vergerio, pertanto, non vuole demolire la pietas cristiana, fondata su di una secolare tradizione di pratiche cultuali, ma relativizzarla al messaggio salvifico della salvezza per "sola gratia". Il Vergerio riconosce quindi che la distrazione dei credenti «semplici et idioti» dalla portata universale del beneficio di Cristo, è un servizio che i frati domenicani rendono al regno del loro Anticristo «che soleva esser tanto potente», ma che all’indomani della protesta di tanti testimoni della fede – e il riferimento ai primi martiri della Riforma italiana è il coup de theatre tipicamente vergeriano – sembra aver cominciato a cedere terreno. La polemica si sposta sui capitoli del libello del 1522, Rosario della Vergine Maria, composto da frate Alberto da Castello, veneziano: trattasi di un florilegio di episodi della vita di san Domenico, del beato Alano della Rupe (il bretone Alain de la Roche) e di alcuni testimoni dell''efficacia spirituale del rosario come espressione della devozione mariana. Ciascuno di questi episodi viene desacralizzato dal Vergerio, minuziosamente sezionato e "smascherato", riconducendo il principio soteriologico sotteso a ciascun episodio a Cristo, secondo i principi evangelici (i cinque "sola")

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Vincenzo Vozza (25-06-2018)
A quegli venerabili padri Domenicani, che difendono il Rosario per cosa buona . Polet500 - Polemiche Letterarie del Cinquecento. Ururi, Al segno di Fileta. ISBN: 9788832173000; DOI: 10.5281/zenodo.881970.
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