Inizialmente relativa a Guarini e Denores, dopo la morte di quest''ultimo si amplia aprendosi a vari altri autori. Il motivo originale è la pubblicazione del Verato Primo da parte di Guarini nel quale l'autore critica le tesi del cipriota sulla favola pastorale.

Da lì la polemica si focalizza sul Pastor fido di cui, nella sua replica, Denores condanna l'inconsueta mescolanza di stile tragico e comico. La risposta di Guarini arriva dopo la morte dell'antagonista e innesca la reazione di altri eruditi. La polemica si configura presto nello scontro tra due concezioni della letteratura: il classicismo neoaristotelico, con il suo polo nello studio padovano, che rifiuta ogni opera che non rispetti le regole desunte della Poetica di Aristotele; e una posizione aperta, sperimentale, che vede nell''arte l''azione di un ingegno originale, insofferente a ogni rigido dogmatismo normativo. La critica di Ingegneri si concentra sulla sovversione dell'unità d'azione ed è tesa a valorizzare l'altra grande pastorale del secondo '500, l'Aminta; e sullo stesso tema insiste Malacreta. Summo, riprendendo i temi affronati da Denores, stigmatizza l''uso anticlassico della commistione degli elementi tragici e comici e condanna l'arbitraria pretesa di inventare un nuovo genere assente nella tradizione greca e latina. Le principali repliche sono condotte dallo stesso Guarini, spesso dietro pseudonimi (L'Attizzato, Verato); mentre le voci amiche giungono da Beni, Pescetti e Savio.

Con l'intervento di quest'ultimo e la pubblicazione del Compendio della poesia tragicomica di Guarini, rialeborazione dei due Verati, si chiude questa polemica nella quale si palesano le tensioni di una nuova estetica, quella barocca, i cui presupposti artistici avranno un profonda influenza nella letteratura italiana.

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Paolo Tabacchini (13-05-2017)
Polemica sul Pastor fido tra Guarini, Denores e altri . Polet500 - Polemiche Letterarie del Cinquecento. Ururi, Al segno di Fileta. ISBN: 9788832173000; DOI: 10.5281/zenodo.881970.
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