Disputa filologica innescata alla fine del Quattrocento da Nicolò Leoniceno e destinata a protrarsi fino al Cinquecento. Nel 1490, Leoniceno invia una lettera a Poliziano cui allega un manoscritto con alcune osservazioni sugli errori di Plinio e di altri autori. Poliziano risponde ringraziando il maestro ferrarese e elogiando gli scopi umanitari del suo lavoro. Tuttavia egli non condivide le critiche mosse a Plinio e ribadisce l’auctoritas pliniana, la quale è così forte che Leoniceno o non avrebbe dovuto intaccarla o avrebbe dovuto farlo con più decisione. Per tutta risposta, nel 1492, Leoniceno dà alle stampe il libretto De Plinii et plurium aliorum in medicina erroribus dedicato a Poliziano. In quest'opera, il medico mette in luce alcuni errori commessi da Plinio nell’interpretazione delle fonti e afferma l’opportunità di ricorrere direttamente alla fonte greca quando necessario.

Nel 1493, spinto dallo stesso Poliziano, si inserisce nella disputa Pandolfo Collenuccio con la sua Pliniana defensio adversus Nicolai Leoniceni accusationem, in cui tenta di dimostrare la correttezza di alcuni loci della Naturalis historia messi in discussione da Leoniceno. Per di più, Collenuccio accusa Leoniceno di non fare altro che sostituire un’autorità con un’altra (quella latina con quella greca e, in particolare, Plinio con Dioscoride) dimenticando che gli unici due mezzi validi in campo medico sono la ratio e l’experimentum. Alla disputa prende parte anche Ermolao Barbaro che, fra il 1492 e il 1493, pubblica le Castigationes plinianae. Per Barbaro il grande sbaglio di Leoniceno consiste nel non aver capito che gli errori che egli attribuisce a Plinio sono in realtà da imputare a copisti o a cattivi emendatori e lo accusa, pertanto, di non essere un vero filologo. La disputa prosegue, negli anni successivi, con tre interventi di Leoniceno: una lettera in risposta a Barbaro (1493), una indirizzata al medico lucchese Girolamo Menocchio (1504) e il De Plinii et plurium aliorum medicorum erroribus novum opus (1507) rivolto contro Alessandro Benedetti, autore di un'edizione emendata della Naturalis historia, secondo cui Leoniceno aveva rilevato errori di Plinio dove il testo avrebbe richiesto semplici interventi emendatori o una più attenta lettura. In realtà, a fronte di una metodologia di impronta filologica, interessata unicamente ai verba, Leoniceno rivendica il primato delle res, della verità delle cose, e sostiene che proprio da una buona interpretazione del testo dipende la salute del paziente.

Nel giro di poco tempo, la polemica coinvolge gli ambienti umanistici di tutta Italia. Da una lettera di Marco Antonio Sabellico (1493), pare che a Venezia si fosse formata una fazione pliniana fortemente avversa a Leoniceno e da alcuni accenni di Collenuccio sembrerebbe che contro Leoniceno, a favore di Plinio, si fossero schierati anche Pico della Mirandola, Ludovico Carri da Volterra, Antonio Cittadini da Faenza e Luca Ripa da Reggio.

In difesa di Leoniceno intervengono invece Pontico Virunio, con un' accesa invettiva contro Collenuccio (oggi perduta) e Antonio de Ferrariis (Galateo), con una lettera apologetica, databile tra il 1509 e il 1512, in cui il medico viene descritto come un «virum probum, pro veritate pugnantem». Le fonti documentarie in nostro possesso dimostrano inoltre che la libertà di giudizio e il diritto a criticare l’autorità furono rivendicati anche da altri sostenitori di Leoniceno: si pensi a Ludovico Bonacciolo, a Giovanni Maria Tricaglia (Tricelius), a Erasmo da Rotterdam, a Celio Calcagnini e a Paolo Giovio. L'atteggiamento critico di Leoniceno nei confronti dei testi costituisce il primo passo verso l'autonomia della disciplina medica e diventa, nel Cinquecento, pratica legittima e intrinseca all’idea di progresso scientifico. Il suo attacco all'auctoritas pliniana riveste, dunque, particolare importanza poiché segna la nascita del criticismo nella scienza e costituisce una radicale ribellione alla Scolastica.

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Laura Antonella Piras (17-02-2017)
La polemica di Nicolò Leoniceno sulla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio . Polet500 - Polemiche Letterarie del Cinquecento. Ururi, Al segno di Fileta. ISBN: 9788832173000; DOI: 10.5281/zenodo.881970.
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